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Celebriamo la Resistenza anche senza scendere in piazza

Per la prima volta nella storia della Repubblica, il 25 aprile le piazze saranno vuote. L’emergenza Covid-19 rende infatti impossibili le manifestazioni che ogni anno si svolgono nelle città italiane e nei luoghi della memoria simbolo della Resistenza. Il 25 aprile però, anche in una situazione simile, deve essere onorato, perché è la data simbolo della nostra identità democratica e per l’attualità dei valori che incarna.
La nostra Fondazione si unisce alle tante associazioni che, anche attraverso il web, celebreranno con tante iniziative la Festa della Liberazione, ricorrenza della quale, mai come oggi, c’è assoluto bisogno, soprattutto davanti a chi costantemente cerca di negarla e ridimensionarla.
L’antifascismo, la lotta contro ogni forma di autoritarismo e di negazione dei diritti e della dignità di milioni di esseri umani, il rifiuto delle logiche discriminatorie, razziste e liberticide che furono alla base di fascismo e nazismo, sono valori che hanno condotto l’Italia dalla dittatura alla democrazia e allo sviluppo di una società moderna.
Valori che abbiamo fatto nostri e ai quali le donne e gli uomini migliori di questo Paese si sono appellati nelle tante lotte di resistenza che hanno attraversato i momenti più difficili della storia repubblicana e le sfide che ancora oggi ci troviamo ad affrontare. La Resistenza è uno spirito civile che ci anima ancora, che ci spinge a continuare a combattere per difendere e attuare la Costituzione che da quella Liberazione nacque.
La lotta alla corruzione e alle mafie, oggi sempre più infiltrate nel tessuto economico e politico dell’Italia e dell’Europa, il contrasto ai fascismi di ritorno, al razzismo, alla violazione dei diritti umani, alle tante forme di violenza di genere, hanno bisogno di ispirarsi alla freschezza e alla generosità di chi ha sacrificato se stesso in nome di un domani che non avrebbe avuto la certezza di vivere.
Pertanto, vi auguriamo Buon 25 aprile e vi invitiamo a celebrarlo come merita, ringraziando tutte le partigiane e i partigiani che ci hanno donato  la libertà e la democrazia e promettendo di continuare a seguire il loro esempio. Perché come diceva Calamandrei: “Il compito degli uomini della Resistenza non è finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi”.

La verità oltre i silenzi: il premio Fava 2020 a Nancy Porsia, Nello Scavo e Francesca Mannocchi

Una verità che diventa denuncia di un sistema violento, i cui protagonisti sono uomini senza scrupoli, cellule spietate di un organismo famelico che riduce gli esseri umani a merce. Giornaliste e giornalisti che arrivano oltre i silenzi sospetti delle istituzioni e le complici “dimenticanze” di molti media, per raccontare ai lettori quello che avviene in Libia. Nancy Porsia, Nello Scavo e Francesca Mannocchi, in tempi diversi e per testate differenti, hanno svelato la commistione tra mafie e politica in Libia e fatto emergere l’ambiguità dei rapporti con lo Stato italiano e con l’Europa. Lo hanno fatto con inchieste faticose, complesse e rischiose, senza mai arretrare, senza arrendersi davanti all’ostilità o all’indifferenza del mainstream, mostrandoci i personaggi, l’orrore, facendo i nomi e i cognomi e ponendo domande scomode alle quali chi siede in alto e manovra le leve del potere non ha ancora dato risposta. Un lavoro individuale che è divenuto corale e che ha ottenuto ieri il riconoscimento della Fondazione Fava che, al Piccolo Teatro di Catania, ha consegnato ai tre giornalisti il premio nazionale Giuseppe Fava 2020.

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Il Liceo Copernico di Udine incontra la Fondazione Fava al Giardino di Scidà

Ieri pomeriggio al Il Giardino di Scidà – Bene confiscato alla mafia abbiamo incontrato gli studenti del liceo Niccolò Copernico di Udine. Sono qui in gita con i loro insegnanti, e hanno scelto un tour operator speciale – Addiopizzo travel – che organizza anche momenti di incontro e riflessione come questo.
Abbiamo parlato di Giuseppe Fava, della mafia a Catania, di informazione libera e di beni confiscati, ma soprattutto abbiamo parlato del ruolo fondamentale che i giovani hanno oggi, del potere che hanno per intervenire e cambiare le cose.
Speriamo che dopo questa esperienza, dopo le loro domande, approfondiscano ancora l’argomento con i lori insegnanti, familiari ed amici. e speriamo che vogliano condividere anche con la fondazione le loro considerazioni e l’idea della Sicilia che si porteranno a casa dopo questa settimana.

 

Ascoltando Pippo Fava

Un attento e incuriosito pubblico ha assistito venerdì sera, nell’amena location della Corte Mariella Lo Giudice del Palazzo della Cultura in via Vittorio Emanuele a Catania (che molti catanesi continuano a chiamare cortile Platamone) a poco più di un’ora di spettacolo teatrale in piacevole compagnia della vena umoristica di Pippo Fava, grazie alla coinvolgente lettura/interpretazione di cinque testi andati in onda nel 1977 su Radio Uno durante la trasmissione “Voi ed io” condotta, al suo tempo, dallo stesso giornalista.

Testi ironicamente tristi e, anche se diversi nei contenuti, tutti legati da un sottile (mica tanto) filo comune che ci ha riportato, giocoforza, a quel sorriso velato da una malinconia tipica del “sentimento dell’incontrario” di pirandelliana memoria. Che la protagonista del racconto fosse una prostituta, una baronessa, il pubblico di nicchia di un défilé o la (mancata) dignità, poco importa, tutto conduceva, come lo scorrere dell’acqua del fiume al mare, ad identiche, dolorose, riflessioni sulla condizione dei più deboli, degli ultimi tra gli ultimi, di chi vive distante secoli luce dai margini della società “civile” soffocati dall’alterigia e dell’artefatto buonismo dei più abbienti.

Buona performance dei tre interpreti Alessandra Costanzo, Miko Magistro e Angelo Tosto che ci hanno riportato indietro nel tempo facendoci rivivere un Pippo Fava in versione “radiofonica” incarnando i veri protagonisti della trasmissione di allora (Fava, Mariella Lo Giudice e lo stesso Miko Magistro).

Molto riuscito l’adattamento radiofonico, titolato “Dignità”, di una delle tante visite di baraccopoli che Fava condusse durante le sue inchieste di “Processo alla Sicilia” e “Processo ai Siciliani”. Straordinaria, e per nulla distante dalla verità, la scenetta della telefonata tra la baronessa, con la sua pronuncia “regale” che l’autorizzava a storpiare i nomi e… ”la realtà”, e un nauseato Pippo che si faceva scudo con il suo sarcasmo per resiste a tanto disgustosa tracotanza. La ricostruzione di un dialogo che ha esaltato due modi (polari) di percepire e affrontare specifiche tematiche sociali, ricordando nel frattempo, qualora ce ne fosse bisogno, cosa intendesse Fava per mestiere di giornalista. Possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che è stata una bella e piacevole novità per questo tipo di manifestazioni come, d’altronde, il contenuto dei testi. Un modo diverso per ricordare il genetliaco di chi amava sul serio il suo mestiere, ma così tanto da farlo coincidere perfettamente a… “un concetto etico del giornalismo”. Alla prossima.

Concetto Sciuto, su Sport Enjoy Project Magazine (15 settembre 2019)

 

Giuseppe Fava oltre il giornalismo (Milano 16 aprile – 8 giugno 2019)

Giuseppe Fava oltre il giornalismo è un progetto di Massimiliano Scuriatti e della Fondazione Giuseppe Fava, dedicato a Elena Fava.

Oltre cinquanta giorni di Giuseppe Fava a Milano. Un evento italiano di ampio respiro che racconta la figura di Giuseppe Fava, che fu giornalista, scrittore, drammaturgo saggista, pittore. L’obiettivo principale dell’evento è quello di offrire un ritratto completo di ciò che Fava ha rappresentato nella cultura italiana degli ultimi cinquant’anni.

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Giuseppe Fava la pittura come documento racconto e denuncia

Un raffinato saggio critico di Giovanna Mori sulla pittura e la grafica di Giuseppe Fava. Oltre 120 pagine in carta patinata, con 89 riproduzioni a colori di oli, acqueforti e disegni, alcuni inediti e ritrovati di recente nel riordino dell’archivio dell’Autore.

Editore: Fondazione Giuseppe Fava; € 18,00. Acquistarlo è un modo concreto ed elegante di supportare le attività della Fondazione 

ISBN: 978-88-944316-0-5  

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I vicoli di Giuseppe Fava

Sabato 29 dicembre 2018, presso la sala delle Aquile Verdi del Municipio di Palazzolo Acreide, si è inaugurata la mostra del I° concorso di fotografia pittura e disegno I VICOLI di GIUSEPPE FAVA.

Tra sabato e domenica numerosi visitatori hanno potuto ammirare le opere in concorso ed esprimere sul registro appositamente allestito la loro valutazione sulle trentadue opere in concorso. Valutazione che è stata poi tenuta poi in conto dalla giuria, composta da Vittorio Bellanich e Giulia Cappuccio, per la sezione Disegno e Pittura, e Rino Caracò e Lello Fargione per Fotografia.

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