PREMIO GIUSEPPE FAVA

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2017            Giovanni Tizian (per il suo vizio di scrivere, di volere fare il giornalista, di non voler essere un eroe, ALTRA faccia di una Calabria portata alla sbarra dalle sue inchieste )

2016            non assegnato

2015            Lirio Abbate

2014            Maurizio Chierici

2013            Attilio Bolzoni

2012           non assegnato

2011            Lucio Musolino, Giuseppe Baldessarro,                                                                        Ferdinando Piccolo,  Michele Albanese,                                                                       Giuseppe Baglivo,  Antonio Nastasi

2010            Sigfrido Ranucci

2009            Carlo Lucarelli

2008            Roberto Morrione

2007            Fabrizio Gatti

PREMIO FAVA GIOVANI

Dal 2008, il premio è assegnato dal Coordinamento Giuseppe Fava di Palazzolo Acreide, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Fava. 

2017: Mario Gelardi per aver dimostrato come sia possibile combattere, con la cultura, la camorra e fare del teatro (Napoli, Nuovo Teatro Sanità) un luogo antico di educazione dello spettatore. Un esempio di teatro civile che ricorda l’esperienza teatrale di Giuseppe Fava e diventa, nello stesso tempo, strumento di rinascita e riscatto sociale.

2017: ai Ragazzi del Nuovo Teatro Sanità  che hanno dimostrato come si può combattere la camorra in forme nuove e rinnovate, realizzando anche i propri sogni.

2016: Alessio Di Modica attore e autore teatrale impegnato nel teatro civile ed educativo. Una parte del suo tempo Alessio lo passa in strada tra gli anziani ad ascoltare le loro storie e a recuperare le memorie sepolte dalla storia ufficiale, per dare luce alla letteratura orale del cuntastorie, ripercorrendo, per certi versi, il pensiero teatrale di Fava, con un teatro originale di matrice civile senza impedimenti e censure.

2015: Lorenzo Tondo giovane giornalista, collaboratore di Repubblica Palermo, che ama le inchieste e si muove nei circuiti meno noti e alternativi dell’informazione con eccellenti risultati.

2015: menzione speciale a Ismaele Lavardera per il libro “Il silenzio è DOLO”

2014: Ester Castano giovanissima giornalista, si occupa di cronaca locale, soprattutto di infiltrazioni mafiose al Nord. Con impegno e tenacia ha raccontato la collusione tra ‘ndrangheta e il comune di Sedriano (Milano), portando allo scioglimento per mafia del comune lombardo.

2013: non assegnato

2012: non assegnato

2011: Giulio Cavalli regista e autore teatrale di estrema caratura civile, autore di Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi, coprodotto dal comune di Lodi e dal comune di Gela. 

2010: Gaetano Alessi giornalista e fondatore del giornale “Ad Est” che promuove campagne sociali e antimafia a Raffadali paese di Cuffaro, oggetto di numerose intimidazioni per la netta posizione antimafia. Autore del libro “Le Eredità di Vittoria Giunti”. Per l’Università di Bologna ha redatto alcuni dossier sulle mafie in Emilia Romagna.

2009: “Peppe Ruggiero, Andrea D’Ambrosio ed Esmeralda Calabria” registi del film-inchiesta “Biutiful Cauntri”, importantissimo documento che affronta il tema dei rifiuti in Campania, focalizzando il problema delle innumerevoli discariche abusive, dell’ecomafia e delle conseguenze dell’inquinamento sull’allevamento e sull’agricoltura, fornendo anche una puntuale ricostruzione del fatturato derivante dallo smaltimento illegale dei rifiuti. Il film racconta del lento avvelenamento della popolazione causato dalla camorra e non contrastato dai politici e dal governo, aprendo un primo squarcio di luce sulla “Terra dei Fuochi”.

2008: “ai Ragazzi di AddioPizzo” Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità. Questo il testo di numerosi adesivi listati a lutto che la mattina del 28 giugno 2004 comparvero sui muri del centro di Palermo. AddioPizzo è un movimento che, dal basso, si fa portavoce di una “rivoluzione culturale” contro la mafia, e diviene ben presto un’associazione di volontariato espressamente apartitica ma politica, che promuove la partecipazione democratica come modalità migliore per il superamento del sistema di potere mafioso.

 

 

 

 

 

 

 

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