TRINGALE EDITORE 1988

Su iniziativa di Elena Fava, quattordici delle opere teatrali di Giuseppe Fava sono state pubblicate nel 1988 in quattro volumi dal titolo Giuseppe Fava – Il Teatro, editi da Tringale Editore (Catania), con la prefazione e la curatela di Mario Giusti, Direttore del Teatro Stabile di Catania.

 

 

 

 

PREFAZIONE DI MARIO GIUSTI (Direttore Teatro Stabile di Catania)

 
 

MARIO GIUSTILa sera del 5 gennaio 1984, davanti al teatro Verga, sede del Teatro Stabile di Catania, hanno ucciso in un agguato mafioso Giuseppe Fava.

Una tragica fine per un uomo integerrimo e coraggioso che ha combattuto, nel giornalismo, nel teatro, nel cinema le sue dure battaglie per il trionfo della verità.

È scomparso così, davanti a quel teatro che lo vide splendido protagonista, un caro amico, che, in tanti anni di frequenza, abbiamo imparato ad amare per le sue qualità di artista e di poeta: perché Giuseppe Fava fu anche questo: un artista e un poeta!

Giuseppe Fava, drammaturgo, nasce proprio col Teatro Stabile di Catania, e per esso scrive cinque opere, regolarmente programmate in varie stagioni, a Catania, in Sicilia, in Italia per centinaia di repliche a partire dal 1967.

Il testo più recente è quell’Ultima Violenza, che ha inaugurato :la stagione ’83-’84, e che è stato già rappresentato per numerosissime repliche.

La sua prima opera, Cronaca di un uomo, è del ’67 e rivelò subito il talento drammaturgico e la malinconia poetica di quel romantico guerriero che fu Giuseppe Fava.

A Cronaca di un uomo, seguirono La violenza, Il proboviro, Bello bellissimo! eUltima violenza. Spettacoli che sono stati vere e proprie denunce dei malesseri di questa nostra società, sempre più sopraffatta da una violenza mafiosa che non s’arresta e che mortifica la dignità umana. Perché questo era il tema principale sul quale Giuseppe Fava articolava il suo teatro. Un discorso sull’uomo, un coerente e appassionato discorso su quella dignità che è dell’uomo, e che non può, e non deve essere mai calpestata dal sopruso, dalla prevaricazione.

C’è una battuta nell’Ultima violenza che è illuminante su Giuseppe Fava; una battuta che fa dire al protagonista: «Io mi batterò sempre per cercare la verità, in ogni luogo ove ci sia confronto fra violenza e dolore umano. E capire il perché ».

Il Teatro Stabile di Catania è grato a Giuseppe Fava per avergli fornito alcune occasioni di quel teatro-documento verso il quale questa nostra istituzione ha mostrato la sua più autentica vocazione, non volendo mai prescindere, nella scelta delle sue linee artistiche, da quell’impegno civile al quale non può non guardare, oggi più che mai, chi si assume la grande responsabilità di parlare alla gente, alle grandi masse.

Giuseppe Fava ora non è più, ma il suo teatro certamente non morirà con lui. Il Teatro Stabile di Catania ha perso un insostituibile e affettuoso protagonista, il Teatro italiano un drammaturgo di gran valore.

Noi serberemo di Giuseppe Fava un’immagine incancellabile: quella di lui, al termine della prima rappresentazione dell’Ultima violenza, in mezzo agli attori che amò tanto e fra i lunghi e intensi applausi che hanno decretato il successo dello spettacolo.

L’immagine, sorridente e felice, di un uomo sicuro, lui sì, di aver compiuto il suo dovere, anche come scrittore di teatro, per la difesa di quegli ideali di libertà e di giustizia sociale, nei quali tenacemente credeva. Non sapeva ancora quella sera, Pippo Fava, che avrebbe pagato con la vita l’avere scelto di restare dalla parte degli uomini onesti.

MARIO GIUSTI

 

 

TEATRO 1

Volume I

Ultima violenza

Sinfonie d’amore

La rivoluzione

 

 

 


TEATRO 2

Volume II

America America

Bello, bellissimo

Foemina ridens

Dialoghi futuri imminenti

 

 


TEATRO 3

Volume III

Vangelo secondo Giuda

Delirio

Il proboviro

 

 

 


TEATRO 4

Volume IV

Cronaca di un uomo

La violenza

Paradigma

L’uomo del Nord