MAI ABBASSARE LA GUARDIA…

È dell’8 ottobre 2018 la notizia dell’intimidazione mafiosa inviata a Claudio Fava, Presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana. Una busta con una lettera di minacce personali e un proiettile calibro 7,65.

Un’intimidazione a un rappresentante delle Istituzioni è un’intimidazione a tutti i cittadini. Moltissime le manifestazioni di solidarietà, vera o opportunista. Qualcuno, sulla chat della fondazione, ha scritto “non volteremo lo sguardo da un’altra parte …, non chiuderemo occhi e orecchie … non faremo finta di nulla … riguarda tutti noi!”. Qualcun altro ha chiesto cosa si possa fare per rendere più visibile l’indignazione e la protesta della gente per bene.

È importante prendere coscienza che l’intimidazione è rivolta a noi tutti, a tutti coloro che svolgono con correttezza e onestà il proprio lavoro. È importante mantenere alta l’indignazione divulgandola a largo raggio ai propri conoscenti, ai contatti della propria rubrica elettronica, agli amici dei social. È questo il modo di realizzare la cosiddetta scorta mediatica, più se ne parla meglio è! È assolutamente indispensabile evitare che ogni giorno seguente al momento caldo se ne parli via via sempre meno.

E soprattutto, non abbassare mai la guardia!

Tenersi informati e capire. Mentre ci si mostra solidali e impegnati a lavorare perché tutto cambi, in realtà si può avere l’infelice obiettivo gattopardiano che tutto rimanga immutato.

https://www.isiciliani.it/cambiare-tutto-perche-tutto-resti-come/#.W70ecxnOPZE

E invece la gravità dell’intimidazione non deve sfuggire…https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1224693371003682&id=900046266801729

e lo ricordano a tutti noi i mafiosi stessi, con quello che la nostra Presidente, in un comunicato stampa di venerdì 12, ha definito

UN ALTRO ATTO DI GRAVISSIMA INTIMIDAZIONE

Al Procuratore capo della Repubblica di Caltanissetta, Dottor Amedeo Bertone, è stato inviato un proiettile, dello stesso calibro di quello inviato a Claudio Fava.

Pallottole che, in un momento di grande incertezza e tensione, vorrebbero indurre rappresentanti dello Stato e delle istituzioni a desistere dall’adempimento del loro dovere, specie se mette a rischio poteri forti e relativi equilibri.

Abbiamo apprezzato e apprezziamo la gravosa e difficile attività svolta dalla Procura di Caltanissetta nello svolgimento di indagini e processi assai complessi, volti a svelare gli intrecci tra le diverse componenti che concorrono a costituire il potere mafioso: pezzi di economia, di politica e, purtroppo, di istituzioni insieme a poteri criminali pronti a intimidire e sparare.

Un intreccio di potere e di poteri che hanno posto e pongono una ipoteca mortale sul presente e sul futuro dei siciliani e dello stesso assetto democratico del Paese.

Nell’esprimere la nostra solidarietà al Dottore Bertone vorremmo anche esprimere un impegno attivo e costante accanto a lui e a quanti si battono, con sincerità e disinteresse, per la legalità. È tempo di capire, parlare, agire e per questo  rivolgiamo un appello ai cittadini onesti affinché si rompa il silenzio, e quindi la solitudine, attorno a coloro che pagano per la coerenza e la dignità che mostrano nel loro agire.

Maria Teresa Ciancio

 

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