240105 Repubblica La sfida di Fava raccontata alle giovani generazioni

Mini Rassegna Stampa sul quarantennale dell’uccisione di Giuseppe Fava

Il quarantennale dell’uccisione di Fava è stato caratterizzato da molte iniziative giornalistiche e non solo. Ne diamo di seguito una parziale documentazione.

240103 “Apri la finestra sulla tua città e raccontaci dove vedi la mafia, l’illegalità e le ingiustizie” – Fondazione Fava e Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia

https://www.usr.sicilia.it/concorso-giornalistico-giuseppe-fava-as-2023-24/?fbclid=IwAR0ruEKfDYElQqjTXhxusS67KlZufWs8Na7VUAfiPCzUiLZEbRB7W-xIdhY

240104 Chi non era mio padre, di Claudio Fava

240104 OGGI Chi non era … di Claudio Fava

240105 Presidente Mattarella su Giuseppe Fava ANSA

240105 ANSA Presidente Mattarella su Giuseppe Fava

240105 OSSIGENO: Mio nonno Pippo Fava, ucciso quarant’anni fa a Catania dalla mafia. Intervista a Francesca Andreozzi

https://www.ossigeno.info/mio-nonno-pippo-fava-ucciso-quarantanni-fa-a-catania-dalla-mafia/

240105 OSSIGENO: L’archivio Fava, percorsi di lettura e scoperte sorprendenti. Intervista a Francesca Andreozzi. Il monologo di Venero Alicata (da La violenza, 1970)

https://www.giornalistiuccisi.it/la-violenza-online-un-brano-dal-dramma-di-pippo-fava-1970/

240105 RAI PLAY SOUND LA STORIA DI PIPPO FAVA

https://www.raiplaysound.it/programmi/primachelouccidano-lastoriadipippofava;

240105 Legge Bavaglio e Fava di Lirio Abbate

240105 REPUBBLICA Legge Bavaglio e ricordo di Fava di Lirio Abbate pdf

240106  Una città che non cambia di Maria Elena Quaiotti

240106 Una città che non cambia di M. E. Quaiotti LA SICILIA

240106 Fava e Mattarella, due pilastri… LA SICILIA

240106 LA SICILIA Fava e Mattarella, due pilastri…

240107 Gli occhiali ci servono di C De Gregorio

240107 Gli occhiali ci servono di C De Gregorio

240107 Per sconfiggere la mafia, aiutate i giovani di P. Scaglione

240107 Per sconfiggere mafia, autate i giovani di P. Scaglione FAMIGLIA CRISTIANA

 

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5 gennaio 2024; 40 anni dall’uccisione mafiosa di Giuseppe Fava

Il corteo dei Siciliani giovani imbocca via Fava, mentre il coro dell’IC Cesare Battisti intona “Pensa” di Fabrizio Moro ed esegue con trombe e altri fiati “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan.

Molti giovani, poche autorità. Sotto la lapide l’omaggio floreale della famiglia, con Claudio Fava, le nipoti Alessandra e Francesca Andreozzi, e il pronipote di Fava, Giovanni Scuderi.

Dopo l’interruzione causata dalla pandemia, riprende la tradizione di donare strumenti musicali a orchestre popolari e scuole ad indirizzo musicale. l Il dono degli strumenti musicali fu voluto da Elena Fava nel gennaio 2015 per porre fine al furto dei fiori che si perpetrava sistematicamente da anni.

Quest’anno entrambi gli strumenti sono stati consegnati da Francesca Andreozzi, Presidente della Fondazione. All’IC Francesco Petrarca, rappresentato dal Dirigente Scolastico prof. Giuseppe Adonia, è stata donata una tromba da parte del Comune in memoria di Giuseppe Fava, e all’IC Battisti, rappresentato dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Paola Iaquinta, è stato donato un violino in memoria di Elena Fava.

Il presidio sotto la lapide s’è concluso con l’esecuzione delle Sesta Suite Sarabanda di J.S. Bach da parte del violoncellista di Musicainsieme a Librino.

Alle ore 18, presso il Centro Culture Contemporanee Zo, in piazzale Rocco Chinnici, Luisa Santangelo ha moderato il dibattito dal titolo “Fare (non solo) memoria”, al quale sono intervenuti Sebastiano Ardita, Pierangelo Buttafuoco, Claudio Fava, Michele Gambino.

Titolo molto appropriato, perché quarant’anni dopo l’assassinio mafioso di Giuseppe Fava bisogna sì fare memoria, ma non solo. C’è da chiedersi quanto è cambiata la città, ma soprattutto quanto siamo cambiati noi. Quanto ci sentiamo colpevoli o innocenti delle cose che accadono; che accadono non nella distrazione bensì nel silenzio di tanti, se non di tutti.

Il 40° anniversario della morte di Fava coincide quest’anno con il tentativo di affossare l’informazione giudiziaria. Con l’approvazione della legge bavaglio si mortificano le metodologie e gli stessi principi del giornalismo etico del fondatore de I Siciliani e di tutti coloro che hanno dato la vita per garantire un’informazione più libera.

Lo ha ribadito nel suo messaggio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:

«Sono trascorsi quarant’anni dal vile assassinio per mano mafiosa di Giuseppe Fava, giornalista che ha messo la sua passione civile al servizio della gente e della Sicilia, impegnato nella battaglia per liberarla dal giogo della criminalità e dalla rete di collusioni che consente di perpetuarlo. La mafia lo uccise per le sue denunce, per la capacità di scuotere le coscienze, come fece con tanti che, con coraggio, si ribellarono al dominio della violenza e della sopraffazione e dei quali è doveroso fare memoria. Fava ha fatto del giornalismo uno strumento di irrinunciabile libertà. L’indipendenza dell’informazione e la salvaguardia del suo pluralismo sono condizione e strumento della libertà di tutti, pietra angolare di una società sana e di una democrazia viva. Un impegno e un sacrificio a cui la Repubblica rende omaggio».

Parole che generano commozione e gratitudine, non solo perché è la prima volta di un messaggio del Presidente della Repubblica in memoria di Fava, ma soprattutto perché evocano sentimenti che sono linee comuni all’interno della, ahinoi, grande comunità dei familiari delle vittime della mafia, alla quale anche il Presidente appartiene. La deriva che si sta tentando di intraprendere non solo penalizza l’informazione libera, ma rischia anche di depotenziare il sistema processuale e quello penitenziario. Anche questa volta concludiamo con un mai abbassare la guardia…

Al termine del dibattito, Daniele Lo Porto (Assostampa Sicilia) ha ritirato, per conto del vincitore Francesco La Licata, assente per motivi di salute, dalle mani della Presidente della Fondazione Fava Il premio nazionale di giornalismo “Giuseppe Fava – Niente altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie” 2024.

La motivazione del premio sottolinea l’egregio lavoro svolto da La Licata, che in “cinquant’anni di giornalismo, sempre dalla parte della ricerca della verità, ha dato dignità e lustro a questo mestiere”.

A fine serata Francesca Andreozzi ha comunicato alcuni dei prossimi eventi della Fondazione per il 2024, tra cui un Concorso Giornalistico, promosso in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado della Sicilia, e la presentazione alla Feltrinelli di Catania del libro “Pippo Fava. l’intellettuale che smascherò la mafia” di Carla Virzì e Vincenzo Sanapo.

FGF

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LA RAGAZZA DI LUGLIO

Il 98° anniversario della nascita di Giuseppe Fava quest’anno è stato ricordato con la lettura scenica de LA RAGAZZA DI LUGLIO, racconto breve scritto tra il 1958 e il 1960, preceduto da un racconto ancora più breve pubblicato su ESPRESSO SERA il 18 febbraio 1957, scritto in prima persona, con l’autore protagonista e voce narrante.

Un racconto breve, ma intriso di dolce lirismo, che, appena ritrovato e letto, Elena e Claudio Fava non esitarono a pubblicare postumo, pur senza alcuna revisione, nel 1993.

LA RAGAZZA DI LUGLIO è un racconto a sfondo bellico. Lo spunto per la vicenda proviene dai tragici eventi di cui l’autore fu testimone diretto nell’estate del 1943, in particolare del pesantebombardamento che gli Alleati effettuarono su Palazzolo Acreide tra il 9 e il 10 luglio.

Una sapiente commistione tra narrazione storica, ricordo autobiografico e invenzione letteraria, che ben descrivono la disperazione della popolazione a seguito del luttuoso evento.

In mezzo alla tragedia, però, il protagonista ritrova la figlia adolescente di una prostituta, con la quale aveva scambiato qualche sguardo, proprio quella sera, poco prima del bombardamento.

 

I due ragazzi vengono trasportati in ospedale, lui con qualche ferita superficiale, lei con una scheggia in petto che va rimossa per evitare la morte per dissanguamento. Forse consapevole della propria condizione disperata, la ragazza confessa al giovane il proprio amore per lui e, in un fitto dialogo fatto di sguardi e parole sussurrate, inframmezzato dalla narrazione di ciò che convulsamente avviene intorno ai due e nel paesino straziato, si consuma questo sentimento reciproco mentre la vita della ragazza va spegnendosi. In questo modo, per il protagonista, la gioia del primo amore si mescola indissolubilmente con il dolore e lo sbigottimento della perdita.

I leitmotiv del racconto sono molteplici, il puro sentimento dell’amore casto tra il protagonista e la ragazza di luglio, destinato a rimanere tale, che ricorre lungo tutto il testo; la variante dell’amore carnale espresso dagli altri personaggi; la fallacia della giustizia umana; la meschinità e l’opportunismo, l’inettitudine e la mancanza di senso di responsabilità dei decisori, l’insensatezza della guerra, e soprattutto il rapporto tra amore e morte.

Un pubblico attento e commosso ha fatto da splendida cornice alle esecuzioni della lettura.

Il 9 luglio, 80° anniversario del bombardamento, recitato da Sebastiano Tiné nell’atrio del Palazzo Comunale di Palazzolo Acreide, il 15 settembre, anniversario della nascita di Fava, recitato da David Coco che ha avvinto per oltre quaranta minuti il pubblico accorso nella grande sala del complesso Le Ciminiere con l’incalzare degli eventi descritti da Fava.

Palazzolo Acreide 9 luglio 2023

Catania 15 settembre 2023

PARTERRE

la meglio gioventù …

La meglio gioventù con lo sguardo al presente:  consegnato a Riccardo Orioles il premio Fava 2023

Un viaggio nella memoria, ma anche una profonda lettura del presente e dell’attualità del messaggio di Pippo Fava. Ieri pomeriggio, a Catania, è stato ricordato il 39° anniversario della morte, per mano mafiosa, del grande intellettuale siciliano. Dopo tre anni, il 5 gennaio torna dunque a essere vissuto nella sua pienezza con il presidio sotto la lapide e poi la consegna del premio nazionale Giuseppe Fava (nel 2021 era stato annullato per la pandemia, la scorsa edizione, invece, si è svolta ad aprile).

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il teatro di pippo fava, tra copioni e archivio

Giovedì scorso, 15 settembre 2022, ampia presenza di pubblico al Castello Ursino, a Catania, per il tradizionale appuntamento della Fondazione Fava dedicato al 97° anniversario della nascita di Giuseppe Fava.

Massimiliano Scuriatti

In tanti hanno partecipato all’evento “Il Teatro di Pippo Fava, tra copioni ed archivio”, nel corso del quale è stato presentato il secondo volume della collana dedicata al teatro di Fava (Edizioni Bietti di Milano), curato da Massimiliano Scuriatti, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e storico teatrale. Siciliano di Augusta e milanese d’adozione.

Giuseppe Maria Andreozzi

Lo stesso Scuriatti ha dialogato con Giuseppe M. Andreozzi, responsabile dell’archivio di Giuseppe Fava, in una conversazione che ha offerto al pubblico presente non solo i dettagli drammaturgici dei testi, ma anche informazioni d’archivio, come le varie stesure prodotte dall’autore per ogni opera, le recensioni che hanno seguito le prime rappresentazioni, e altre notizie e aneddoti.

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La pittura come documento, racconto e denuncia. Padova 2022

812 visitatori, secondo la stima ufficiale del Comune di Padova. Un’affluenza di tutto rispetto; numerose le testimonianze lasciate sul libro delle firme. Messaggi commossi, di gratitudine e di stupore riguardo la produzione pittorica di Fava, ancora poco conosciuta.

Giuseppe M Andreozzi ha accompagnato centinaia di visitatori attraverso l’open space delle Scuderie di Palazzo Moroni, percorrendo l’articolata cronologia dell’allestimento della mostra che Giovanna Mori aveva preparato per l’edizione del 2020 che non ebbe luogo a causa della pandemia Covid-19.

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La verità contro la menzogna: la crisi del giornalismo di inchiesta

Nel pomeriggio di venerdì 8 aprile 2022, presso lo Zō – Centro Culture Contemporanee, a Catania, è stato assegnato al giornalista de l’Espresso, Paolo Biondani, il premio giornalistico Giuseppe Fava “Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie”. La premiazione è avvenuta al termine dell’incontro dal titolo “Menzogne d’autore: il giornalismo d’inchiesta tra verità, silenzi e depistaggi”, durante il quale sono intervenuti, insieme a Biondani, anche Attilio Bolzoni, Michele Gambino e Claudio Fava.

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premio “giuseppe fava giovani” 2022

Giuseppe Fava fra i giovani, con i giovani. È la cifra che ha caratterizzato la XII Edizione del premio giornalistico giovanile dedicato al grande intellettuale di Palazzolo Acreide, coinvolgendo più di duecento giovani di tutti i plessi scolastici, licei, professionali e industriale del piccolo centro ibleo.Il primo incontro, la mattina di giovedì 7 aprile, ha visto gli studenti e le studentesse di quarte e quinte classi impegnate in un denso momento di riflessione

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Studio sul Dolore, il quadro di Giuseppe Fava sulla stazione spaziale internazionale

A fine serata che ha ricordato il 96° anniversario della nascita di Giuseppe Fava, Francesca Andreozzi, Presidente della Fondazione Fava ha dato notizia che una riproduzione in miniatura (un cubo di 10 millimetri di lato) dell’olio di Giuseppe Fava Studio sul Dolore (Study on Grief) sarà tra le 64 opere che comporranno la Moon Gallery che nel febbraio 2022 volerà, come prototipo di prova, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nell’ambito della missione di rifornimento Cygnus.

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ascoltando Pippo Fava … da Taormina

Giuseppe Fava era innamorato di Taormina, un po’ come tutti i catanesi del suo tempo, forse con un po’ di provincialismo. Innamorato dello straordinario paesaggio, delle stradine che si inerpicano sulla montagna, delle antiche pietre, del balcone affacciato sul mare, dell’atmosfera, dell’afflato internazionale che vi si respirava, soprattutto d’estate.

Egli però non era solo spettatore a Taormina. Coi suoi articoli fu prodigo di suggerimenti affinché questa perla di cui era innamorato fosse sempre meno provinciale e sempre più un grande punto di riferimento culturale, oltre che turistico, al centro del Mediterraneo.

Si sentiva parte integrante e artefice di Taormina stessa, e così la raccontava agli altri, ai lettori di Espresso Sera, i veri spettatori, descrivendola com’era o, forse, come egli avrebbe voluto che fosse…

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