100° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE FAVA

Mesi intensi di attività quelli dedicati al Centenario della nascita di Giuseppe Fava, a partire dalla splendida mostra “La cultura e il diavolo.  L’arte di Giuseppe Fava – tra impegno civile, politico e intellettuale” allestita dal Prof. Vittorio Ugo Vicari presso la Galleria d’Arte Moderna di Catania, che ha ricevuto un folto numero di visitatori oltre che gruppi scolastici e culturali. La mostra sarà visitabile per l’ultimo giorno il 6 gennaio e attraverso la Fondazione sarà sempre acquistabile il libro catalogo contenente diversi saggi, la riproduzione di tutte le opere in esposizione, disegni inediti.

Numerose attività collaterali di approfondimento sulla conoscenza dell’opera faviana hanno permesso di definire il ruolo di intellettuale a tutto tondo, spesso rimasto in secondo piano a causa di priorità investigative che avevano impedito un’analisi approfondita dell’opera drammaturgica, narrativa e pittorica.

Tra gli eventi organizzati nel corso della celebrazione del centenario, ricordiamo l’annullo filatelico promosso da Poste Italiane presso l’Istituto Comprensivo Giuseppe Fava di Mascalucia, l’inaugurazione della citata mostra pittorica, gli itinerari di coraggio organizzati a Palazzolo Acreide, il documentario di Carla Virzì e Emanuela Ranucci su La7 “L’ultima fila“, lo spettacolo “le parole di Pippo” di Orazio Torrisi e Angelo D’Agosta, il premio alla memoria all’Etna book festival, la mostra il Mafioso pagliaccio a Todi, l’incontro di approfondimento sui romanzi di Fava a Palazzolo Acreide, la presentazione catalogo della mostra presso la Società di Storia Patria di Catania, incontri nelle scuole e visite guidate alla mostra, proiezione del documentario “Siciliani” di Giuseppe Fava e Vittorio Sindoni al Piccolo Teatro della Città e all’USB di Catania, la presentazione del III volume del teatro “Il sogno è tutto ciò che vogliamo” a cura di Massimiliano  Scuriatti; lo spettacolo “Il potere e la beffa, viaggio nella drammaturgia di Giuseppe Fava” di Claudio Fava a Palazzolo Acreide.

Chiudiamo il centenario con gli eventi organizzati per il 42° anniversario dell’uccisione, un nutrito programma iniziato già ieri con la proiezione della prima parte del documentario “Siciliani” presso l’USB di Catania, questa sera, a partire dalle 19, la seconda parte seguita da un dibattito.

dettagli evento 3 gennaio

dettagli eventi 4 gennaio

Il 5 gennaio si inizia con l’assemblea dei Siciliani giovani al Giardino di Scidà, prosegue il pomeriggio con il corteo da piazza Roma e il presidio alla lapide, e si conclude al Piccolo Teatro della Città con la consegna del Premio Fava “Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie” quest’anno assegnato alla memoria dei giornalisti e scrittori palestinesi uccisi a Gaza.

dettagli evento 5 gennaio

Il 6 gennaio dalle 16 sarà possibile visitare la mostra alla GAM, e alle 18 ci sarà la Messa in suffragio per Giuseppe Fava e tutte le vittime di mafia, celebrata presso la Cattedrale Catania dall’Arcivescovo Mons. Luigi Renna.

dettagli evento 6 gennaio

 

3 e 4 dicembre 2025 – Centenario della nascita di Giuseppe Fava

Mercoledì 3 e Giovedì 4 dicembre, nell’ambito del Centenario della nascita di Giuseppe Fava, al Piccolo Teatro della Città (Catania, via Ciccaglione, 29) sarà proiettato il docu-film i SICILIANI, di Giuseppe Fava e Vittorio Sindoni, con Giuseppe Fava, Ida Di Benedetto, Giuseppe Pattavina, Mariella Lo Giudice, Tuccio Musumeci, Turi Scalia, Leo Gullotta. E con gli interventi di Bruno Caruso, Ignazio Buttitta, Nello Caramma.

Un viaggio che prende spunto dalle inchiesta di Fava Processo ai Siciliani (1978), e racconta gli aspetti più agghiaccianti dell’isola (come recita un articolo ritrovato su ufficiostampa.rai.it).

La serie prodotta da RaiTre Sicilia (diretta da Mario Giusti) andò in onda in un poco felice palinsesto dal 29 giugno al 25 agosto del 1980. Poche persone ebbero modo di vedere la serie completa.

Vittorio Sindoni dopo il 5 gennaio 1984 trasse dalle sei puntate il film Giuseppe Fava: un siciliano come me, andato in onda diverse volte negli anni a venire.

PROGRAMMA

Mercoledì 3 dicembre 2025

Ore 18:00 Proiezione di

Gaetano Falsaperla emigrante: Viaggio in treno verso la Germania.

L’occasione mancata: Il fallimento della ricostruzione della Valle del Belice dopo il terremoto del gennaio 1968.

La conversazione mai interrotta: Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla, Noto.

Alla fine della proiezione intervista di Giuseppe Spina a Orazio Torrisi

Ore 20:30

Le parole di Pippo: spettacolo a cura di Angelo D’Agosta e Orazio Torrisi

 

Giovedì 4 dicembre 2025

Ore 17:30

Le parole di Pippo: spettacolo a cura di Angelo D’Agosta e Orazio Torrisi

Ore 18:30 Proiezione di

Opere buffe: Siracusa, Priolo, Melilli.

La rivoluzione mancata: Palma di Montechiaro.

Da Villalba a Palermo: Corleone, Villalba, la nascita della mafia e la conquista di Palermo.

Alla fine della proiezione intervista di Giuseppe Spina a Orazio Torrisi

DETTAGLIO EVENTO

PAROLE DI PIPPO NEWS

Centenario della nascita di Giuseppe Fava (Le parole di Pippo)

Pippo Fava era un teatrante. La sua natura era palese per chiunque lo conoscesse o leggesse. Qualsiasi fosse la forma finale che dava alla sua espressione artistica (la pittura come la drammaturgia, come le interviste e i dibattiti pubblici), era sempre illuminata dalla luce del teatro. Questo il punto di partenza del percorso di Angelo D’Agosta e Orazio Torrisi (Associazione Città Teatro) attraverso le parole e le idee di Pippo Fava, intellettuale, artista e autore.
A cento anni dalla sua nascita, Le parole di Pippo metterà in scena quella produzione di Fava che, non pensata per la scena, tuttavia gronda teatro.
Venerdì 17 ottobre 2025 alla Cappella Bonajuto, in via Bonajuto 8. Per informazioni e biglietti chiamare lo 095-530153 o il 334-5683715.
Visualizza l’evento

Centenario della nascita di Giuseppe Fava (1925-2025)

La cultura e il “diavolo”. L’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale

Qual è il senso di festeggiare un compleanno senza il festeggiato?

Non sappiamo se Giuseppe Fava sarebbe arrivato a questo traguardo a cifra tonda, ma abbiamo deciso di ricordarlo e festeggiarlo nel centenario della sua nascita. E lo facciamo a Catania, nella città in cui ha scelto di vivere, la città piena di contraddizioni che tanto ha amato, la stessa città di cui ha denunciato gli intrecci tra mafia, politica e imprenditoria, la città in cui è stato ucciso, la città che ha provato a dimenticarlo.

La mostra che si inaugura il 15 settembre, e tutti gli altri eventi che la Fondazione Fava ha in cantiere, non li rivolgiamo a chi ha cercato di ignorare la sua esistenza, le sue denunce, le sue opere, né pensiamo di offrirla soltanto a chi lo ricorda, insieme a noi, ogni anno sotto la lapide messa da un gruppo di studenti il giorno dopo la sua uccisione. La mostra e gli eventi a seguire sono dedicati a chi non conosce Giuseppe Fava, a tutte quelle generazioni di ragazze e ragazzi, bambine e giovani adulti che non c’erano nel 1984, che non hanno vissuto quegli anni, non hanno letto «I Siciliani» e che forse non si sono mai chiesti perché la via Giuseppe Fava si chiama così.

Con la mostra e il catalogo La cultura e il diavolo vogliamo ripensare a Pippo Fava, a un secolo dalla sua nascita, raccontandone la sua vitalità, attraverso una nuova prospettiva in cui possano trovare spazio narrativo la sua produzione giornalistica, letteraria, drammaturgica, radiofonica, cinematografica e documentaristica. Proveremo a recuperare il suo sguardo attento e curioso, capace di rintracciare il dolore, la bellezza, la violenza, l’ironia e la speranza nelle persone incontrate e nei luoghi visitati durante i suoi viaggi d’inchiesta, le sue interviste, le sue passeggiate per la città, il suo vissuto quotidiano. Attraverso questo sguardo proveremo a cogliere anche noi le sfumature che Fava ha riportato nei volti delle donne, degli uomini, nei luoghi e nei dettagli dipinti, disegnati o narrati.

Conoscere la storia di Giuseppe Fava vuol dire conoscere anche la storia di questa città, scoprire lo sguardo che Fava le ha dedicato. Quando egli racconta di Catania lo fa in modo appassionato, riuscendo a mettere insieme le contraddizioni che la caratterizzano. Descrive il suo rapporto con la città paragonandolo a quello con una prostituta.

Ancora oggi, quarantacinque anni da quella inchiesta (Quella p … chiamata Catania, in, G. Fava, I Siciliani, Cappelli ed., Bologna 1980, p. 296), in quelle pagine riconosciamo le antinomie di questa città che stenta a cambiare

E tuttavia in Fava non c’è mai rassegnazione, e saremmo lieti che fosse proprio questo il senso della mostra organizzata per celebrare il centenario: un’opportunità di crescita culturale per una città ancora ai primi posti per devianza giovanile e povertà culturale.

Eventi del 15 settembre 2025

ORE 9:00  Cerimonio di Annullo speciale Filatelico in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Fava (Istituto Comprensivo Statale Giuseppe Fava, Mascalucia, via Timparello 47)

ORE 10:30 Presentazione della mostra alla Stampa (Galleria d’Arte Moderna, via Castello Ursino 32, Catania)

ORE 18:30 Inaugurazione della mostra (Galleria d’Arte Moderna, via Castello Ursino 32, Catania)

DETTAGLI EVENTO

 

 

Premio Fava Giovani e mostra “Storia delle mafie con i disegni di Giuseppe Fava”

Il Premio Fava Giovani 2025 sarà consegnato a Palazzolo Acreide Venerdì 28 febbraio 2025, allo spazio San Sebastiano di Palazzolo Acreide (SR, piazza del Popolo 19) nell’ambito della cerimonia di chiusura della mostra “Storia delle mafie”, curata dal Dipartimento di analisi, studio e monitoraggio dei fenomeni criminali e mafiosi della PAMI (Pontificia Academia Internationalis Mariana della Santa Sede).

L’edizione palazzolese è stata arricchita dalla esposizione di numerosi disegni inediti di Giuseppe Fava, raffiguranti varie tipologie di mafiosi, maschere grottesche con titolo autografo di Fava il quale, consapevole di quanto lo scherno fosse inviso e aborrito dai criminali mafiosi, seppe utilizzare con efficacia anche la derisione quale strumento di provocatoria e forte disapprovazione.

Alla cerimonia di chiusura, dopo i saluti di Nadia Spada, Assessore alla Cultura e vicesindaco di Palazzolo Acreide, e del Luogotenente Corrado Marcí, comandante Stazione dei Carabinieri di Palazzolo Acreide, interverranno Paolo Caligiore, presidente Associazione Antiracket “Giuseppe Fava”, Francesca Andreozzi, presidente della Fondazione Giuseppe Fava e Sara Curcio Raiti, presidente d Mediblei, la società cooperativa che ha curato l’edizione palazzolese della mostra.

A seguire Francesca Andreozzi consegnerà il Premio Fava Giovani 2025 a Flavia Gallo

250124 Processo Sicilia

PROCESSO ALLA SICILIA di Giuseppe Fava, nuovamente in libreria

Il libro raccoglie le trentacinque inchieste che, nell’estate-autunno 1966, apparvero sulle pagine del quotidiano catanese “La Sicilia”, e composero il capolavoro di denuncia che è il “Processo alla Sicilia”. Pubblicato a Catania nel 1967 (ITES) il libro è stato ristampato nel 2008 dalla Fondazione Giuseppe Fava. Torna oggi in libreria nella nuova edizione curata dalla Zolfo Editore di Milano.

Presentazione

Quando di mezzo c’è la storia di un popolo con le sue passioni, i suoi vizi, la sua fantasia e la sua miseria, quarant’anni non sono affatto un tempo troppo lungo. Può accadere di voltarsi indietro e di ritrovare negli uomini di allora e di oggi, nelle cose che dicono, che fanno o che nascondono, il tratto inconfondibile di qualcosa che riconosciamo. E che ci appartiene. Giuseppe Fava raccolse le inchieste di «Processo alla Sicilia» in un’isola che s’affacciava ai miti della modernità e a un tiepido benessere dopo la catastrofe della guerra e l’umiliazione della fame. Rileggere questo libro oggi non è un omaggio alla memoria ma una riflessione su questa terra. Sui mutamenti che l’hanno travolta e su certi vezzi conficcati nello spirito degli uomini come se da allora fosse passata solo una manciata di minuti. Eppure da allora abbiamo conosciuto l’industrializzazione e il suo repentino fallimento, la crescita esponenziale della mafia e della sua impunità, il tradimento dell’autonomia siciliana e la progressiva decadenza della politica a un mestiere di faccendieri e d’imbroglioni.

Ci sono state storie mirabili, non di eroi ma di uomini che seppero mettere la ricerca della verità in cima a ogni rischio personale; e altre storie, infami, di uomini che si sono fatti macellai per tenere l’isola sotto il tallone del terrore.

Eppure, quando leggerete questo libro, vi sembrerà di riconoscere uomini e cose di questi giorni: nel loro modo di essere siciliani e nel modo di ribellarsi a questo destino, nel gusto della menzogna, nell’arte della furbizia, nei gesti senza parole… Fava era maestro nel raccontare tutto questo. La Fondazione, ripubblicando «Processo alla Sicilia», sa di offrire uno strumento non solo per la nostra memoria ma per indagare il presente di un popolo che nessuno riuscirà mai davvero a processare.

14 marzo 2008          Claudio e Elena Fava

Sedici anni dopo la prima riedizione di «Processo alla Sicilia» curata dalla Fondazione Fava, non c’è molto da aggiungere alla breve introduzione che Elena e io indirizzammo ai lettori di questo libro in quell’occasione.

Allora come oggi resta intatta l’attualità delle inchieste di Giuseppe Fava, il suo sguardo mai dolente, mai rassegnato sulle vicende di questa terra. Resta intatta, diremmo quasi immobile, la Sicilia. Cambiata, trasformata, sventrata e ricostruita più volte ma capace di produrre di sé, della propria anima profonda, gli stessi sentimenti che conobbe Giuseppe Fava negli anni in cuipercorse e raccontò l’isola. Sentimenti primitivi e insieme assoluti che da tremila anni segnano la forza e la zavorra di questa terra.

Riproporre oggi «Processo alla Sicilia» è anzitutto un invito a non allentare il nostro sguardo, a non farlo impigrire nelle abitudini. Qualunque sarà, un giorno, l’esito di questo processo, sarà importante non esserne stati mai solo svagati spettatori.

9 dicembre 2024          Claudio Fava

Un documento

La Sicilia, un continente dentro una nazione. Le chiese più antiche, i monumenti più favolosi, i paesi più miserabili d’Europa, i palazzi più aristocratici, l’infelicità del bisogno e l’onore che sopravvive agli individui, i padri della letteratura e del teatro europei, la gente più paziente, la gente più violenta, la mafia e il piacere di uccidere, la verginità e le umiliazioni dell’amore, il sole sopra le cose immobili, gli uomini immobili, una prospettiva diversa dell’esistenza nella quale i sentimenti fondamentali sono ricondotti alla loro purezza e violenza, i nomi più tragici della storia italiana degli ultimi trent’anni, i problemi sociali più imponenti, una continua lotta feroce, una continua corruzione. E su tutto la ribellione umana al proprio destino.

Qual è oggi veramente la Sicilia? Di là dalle retoriche della politica, del folklore giornalistico, dietro tutte le facciate umane: l’onorabilità, il pudore sociale, i pregiudizi, i manifesti, le fotografie, i discorsi, le leggi, i programmi, le speranze.

È difficile guardare nell’anima del Sud, poiché essa è oscura e tragica. L’antica abitudine al dolore l’ha resa diffidente. E non basta scrutare il volto delle città e conoscere le passioni degli uomini, ma bisogna conoscere ogni altra cosa, gli errori, le truffe, gli inganni, i trucchi, le viltà, i delitti, le paure, i sogni: tutte le cose che, messe insieme, formano appunto l’anima reale e fantastica di un popolo. Solo così, infine, è possibile valutare i diritti ch’essa ha sulla faccia della terra e sapere quante speranze abbia di sopravvivere.

Questo libro raccoglie in un unico volume le trentacinque inchieste che, nell’estate-autunno 1966, apparvero sulle pagine del quotidiano catanese «La Sicilia», e composero il «Processo alla Sicilia». È il documento dell’anima meridionale: i suoi tormenti e la sua ansia di ascesa civile.

Giuseppe Fava

5 gennaio 2025

Un evento particolare ha aperto gli incontri del 5 gennaio 2025; la Messa in Cattedrale celebrata dall’Arcivescovo Mons. Luigi Renna. Durante l’omelia, con una sapiente liason dal verbum evangelico alla parola umana, l’Arcivescovo ha ricordato la parola di Pippo Fava e la sua testimonianza civile, sottolineando che «chi informa sulla verità forma le coscienze». Molti, tra gli intervenuti, hanno sottolineato l’intensità delle parole di sua Eminenza, e qualcuno ha anche aggiunto… «in questa Cattedrale raramente si sono udite parole così».

Nel pomeriggio, sotto la lapide di via Fava, mons. Renna ha incontrato la famiglia di Giuseppe Fava e rinnovato il suo impegno affinché la testimonianza di Fava rimanga viva in questa Catania che ne ha tanto bisogno.

Tra i due vigili urbani che presidiavano la lapide e alla presenza del vicesindaco, è seguito l’omaggio floreale della famiglia al quale si sono uniti numerosi cittadini che hanno voluto deporre i loro fiori in un assordante silenzio che più di ogni parola ha ricordato l’uccisione di quarantuno anni fa.

Al Piccolo Teatro di via Ciccaglione, con un parterre modificato a causa di improvvisi impedimenti di Alessia Candito e Giorgio Mottola s’è svolto infine l’incontro organizzato dalla Fondazione Fava sul giornalismo oggi, che ha avuto ospiti Lorenzo Tondo, Laura Distefano e Mario Barresi, moderati (in un insolito ruolo, come lei stessa ha sottolineato) dalla presidente della fondazione Francesca Andreozzi.

La presenza della mafia nel tessuto sociale è sempre rilevante e il suo intervento oggi si realizza principalmente con la corruzione. Il racconto del giornalista è difficile soprattutto a causa dell’infotainment (ha sottolineato Lorenzo Tondo), l’informazione che diviene intrattenimento e spettacolo mettendo a rischio il controllo della veridicità della notizia.

Laura Distefano e Mario Barresi hanno aggiunto che anche l’intimidazione è cambiata, non si minaccia più, non si spara più, si usano le querele temerarie, con richieste di risarcimenti fuori misura. A istruirle non solo le persone oggetto d’inchiesta, non di rado sono le stesse istituzioni, anche la magistratura. L’Italia è il paese al mondo col numero più alto, e sono un’intimidazione efficace soprattutto verso i freelance che non hanno un editore a proteggerli. Una consuetudine sempre più diffusa, che dovrebbe essere contrastata con un’apposita legge, che però nessun politico sembra volere.

Il giornalismo con la G maiuscola, quello dei cronisti che cercano la notizia anziché riceverla ci sarà sempre, hanno concluso i relatori, cambierà forse il mezzo col quale si farà informazione e per questo non vanno snobbati le testate online né i social media.

Francesca Andreozzi presenta la serata al Piccolo Teatro
Lorenzo Tondo e Mario Barresi
Francesca Andreozzi e Laura Distefano
CL 72 Mafioso pagliaccio (1975-83) inchiiostro e pennarello su cartoncino 32,5x23,5

1.12.2024 – 2.3.2025 – Storia delle mafie e i disegni di Giuseppe Fava

Palazzolo Acreide (SR) 1 dicembre 2024 – 2 marzo 2025

Spazio San Sebastiano, Palazzolo Acreide (SR), Piazza del Popolo 19.

Ingresso libero, tutti i giorni, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

Per le scuole che desiderassero programmare una visita didattica alla mostra, contattare lo Spazio San Sebastiano inviando una mail a info@mediblei.com

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