Fava 2024 Vers.6 Ascoltando Pippo Fava

99° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE FAVA -Cambio location

Manuela Ventura e David Coco, nel 99° Anniversario della nascita di Giuseppe Fava, ci faranno riascoltare alcuni tra i più bei racconti e brani di diario tratti dal libro PAGINE.

Alle 18:30 di domenica 15 settembre 2024, presso la sala conferenze al piano terra del Castello Ursino, in piazza Federico II° di Svevia, 21.

Pagine” è stata una rubrica di successo del quotidiano «La Sicilia», pubblicata tra il 1967 e il 1969, nella quale Fava, con cadenza settimanale, pubblicava racconti, favolette, elzeviri, pagine di diario. Nel 1969 infine pubblicato il libro (con lo stesso titolo della rubrica) che raccoglie appunto le pagine più belle, selezionate dallo stesso autore.

Questo libro è ormai pressoché introvabile (ultima edizione MESOGEA, Messina, 2011) e anche per tale ragione la Fondazione Fava ha scelto di proporre la lettura di alcuni brani, per farne conoscere il contenuto, invitare chi ha la fortuna di averlo in libreria a leggerlo o rileggerlo, e suscitare in chi invece non lo conosce, soprattutto i giovani, il desiderio di trovarlo, magari acquistandolo online, dove capita di trovare qualcuno che lo mette in vendita, e di leggerlo

 

Pagine Copertina

99° anniversario della nascita di Giuseppe Fava

Manuela Ventura e David Coco, nel 99° Anniversario della nascita di Giuseppe Fava, ci faranno riascoltare alcuni tra i più bei racconti e brani di diario tratti dal libro PAGINE.

Alle 18:30 di domenica 15 settembre 2024, presso la Corte della Galleria d’Arte Moderna di Catania, in via Castello Ursino 23.

Pagine” è stata una rubrica di successo del quotidiano «La Sicilia», pubblicata tra il 1967 e il 1969, nella quale Fava, con cadenza settimanale, pubblicava racconti, favolette, elzeviri, pagine di diario. Nel 1969 infine pubblicato il libro (con lo stesso titolo della rubrica) che raccoglie appunto le pagine più belle, selezionate dallo stesso autore.

Questo libro è ormai pressoché introvabile (ultima edizione MESOGEA, Messina, 2011) e anche per tale ragione la Fondazione Fava ha scelto di proporre la lettura di alcuni brani, per farne conoscere il contenuto, invitare chi ha la fortuna di averlo in libreria a leggerlo o rileggerlo, e suscitare in chi invece non lo conosce, soprattutto i giovani, il desiderio di trovarlo, magari acquistandolo online, dove capita di trovare qualcuno che lo mette in vendita, e di leggerlo.

 

 

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Rassegna sul teatro di Giuseppe Fava (Roma 12 giugno 2024)

Mercoledì 12 giugno 2024, alle 19:00, al Teatro Marconi (v.le Guglielmo Marconi 698/E) Claudio Fava e Francesco Merlo presenteranno la Rassegna sul Teatro di Giuseppe Fava, allestita dal Gruppo Teatro Metis, che andrà in scena dal 16 al 26 giugno.

Calendario

Teatro Marconi (v.le Guglielmo Marconi 698/E)

16 giugno   La violenza

17 giugno   Rivoluzione

18 giugno   Pagine

Teatro di Villa Lazzaroni (via Appia Nuova 522 – via Tommaso Fortifiocca, 71

24 giugno   Bello, bellissimo

25 giugno   America, America

26 giugno   Il Proboviro

 

COPERTINA MAESTRA E DIAVOLO 1

La maestra e il diavolo (18 maggio 2024)

Quattro inediti documenti dell’archivio di Giuseppe Fava raccontano l’iter editoriale del romanzo La maestra e il diavolo, noto con il titolo di Gente di rispetto. Titolo che Fava non gradì mai, perché Il romanzo non è un thriller di mafia, come potrebbe sembrare e come fu accolto da critica e pubblico nel 1975.

Viene ripubblicato quarant’anni dopo l’uccisione mafiosa di Giuseppe Fava, dedicato soprattutto a chi quarant’anni fa non era ancora nato. Viene ripubblicato perché ormai introvabile.

Un testo ancora attualissimo, per il ruolo che assegna alla donna, per il ruolo (oggi alquanto screditato) che assegna all’insegnamento e alla scuola in genere, per la sottolineatura che fa di diseguaglianze e  corruzione quali causa-effetto di quanto viviamo nella società del nostro tempo. Senza alcuna visione autoassolutoria del Sud e dei mali che lo affliggono.

Sabato 18 maggio 2024, al Mondadori Bookstore di piazza Roma a Catania

FGF & USR

Consegnati il Premio Giovanna B Mori e i Premi del concorso giornalistico «apri la finestra sulla tua città …»

Venerdì 10 maggio, nella raccolta ma suggestiva cornice del Piccolo Teatro della Città, pieno di giovani studenti provenienti da tutta la Sicilia, sapientemente guidate dalla giornalista Luisa Santangelo si sono svolte le due annunciate premiazioni indette dalla Fondazione Giuseppe Fava e dall’Ufficio Scolastico Regionale.

Hanno aperto i lavori Francesca Andreozzi, Presidente della Fondazione, e il Dott. Emilio Grasso, Dirigente dell’Ambito territoriale di Catania dell’URS che hanno illustrato obiettivi e programmi della giornata.

A seguire, Giuseppe M Andreozzi ha ricordato la figura di Giovanna B Mori, storica dell’arte padovana prematuramente scomparsa, che ha maggiormente studiato l’opera pittorica e grafica di Giuseppe Fava associando all’analisi tecnica una fullimmersion sui suoi scritti e la sua biblioteca, lasciandoci un prezioso saggio artistico, vero punto di riferimento per chi volesse studiare il «Fava Pittore». Andreozzi ha anche ricordato l’iter che, per iniziativa di Fabrizio Ricci, marito di Giovanna Mori, ha portato alla istituzione del «Premio Storico Artistico Giovanna Berenice Mori», che vuole stimolare studi e approfondimenti sulla pittura faviana. Subito dopo s’è svolta la premiazione dell’edizione 2023.

Luisa Santangelo, Fabrizio Ricci e Giuseppe Maria Andreozzi

Al secondo e terzo posto si sono classificati Andrea Giovanni Calì di Catania, e Giulia Rossi di Milano, rispettivamente con i saggi «Espressività e fisiognomica nella produzione artistica di Giuseppe Fava», e «La maschera come espediente narrativo: James Ensor e Giuseppe Fava».

Il primo premio è stato assegnato a Elena Cantarella da Catania per il saggio «Giuseppe Fava: oltre il segno», per avere presentato in modo puntuale e preciso, asciutto e piano il lavoro artistico di Giuseppe Fava, coniugandolo con le principali intenzioni artistiche antropologiche e culturali dell’autore. È questo certamente il caso dell’introspezione, del doppio, dello studio sui volti, ironica denuncia caricaturale che Fava mette continuamente in atto e che la candidata intercetta bene. Tale lettura appare innovativa e valido approfondimento dell’opera faviana. Oltre all’attestato, il Dr. Fabrizio Ricci, marito di Giovanna Mori, medico padovano e patrocinatore del premio, ha consegnato alla vincitrice, come previsto dal bando di concorso, un assegno di 1.500,00 €.

Elena Cantarella riceve l’attestato di vincitrice con la relativa motivazione
Fabrizio Ricci consegna l’assegno di 1.500,00 €

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un intermezzo musicale  a cura dell’Orchestra «Musicainsieme a Librino» [Alice Cardella,violino; Sofia Biamonte, violino; Ruggero De Zan, violoncello, Valentina Caiolo, violino] che hanno eseguito «Aria sulla quarta corda di JS Bach», «Hallelujah di Cohen» e «Battaglia contro i mulini a vento, dalla suite Don Chisciotte di GP Teleman», la seconda parte della mattinata è stata dedicata al concorso giornalistico bandito lo scorso 5 gennaio 2024 dalla Fondazione Fava in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale nel 40° anniversario dell’uccisione mafiosa di Giuseppe Fava.

Obiettivo del tema proposto, «apri la finestra sulla tua città e raccontaci dove vedi la mafia, l’illegalità e le ingiustizie», la sensibilizzare degli studenti alla conoscenza e all’approfondimento delle tematiche legate all’illegalità, la corruzione e il contrasto alle mafie, partendo dall’osservazione e descrizione del territorio in cui vivono.

Sono stati presentati ventiquattro elaborati, cartacei e audivisivi. Al primo posto si è classificata la classe VA dell’IOS Angelo Musco di Catania con il video «Sommersi», per aver raccontato sul campo, in modo crudo e coinvolgente, uno spaccato della propria realtà territoriale, attraverso le voci dei testimoni e con un linguaggio efficace e mai banale. Un lavoro perfettamente coerente con lo spirito e l’esempio di Pippo Fava.

La VA dell’IOS Angelo Musco di Catania, prima classificata con il video «Sommersi», con la Presidente della Fondazione Fava

Secondo classificato lo studente Salvo Tropea del Liceo Leonardo di Giarre (CT) con l’elaborato «Condanna all’innocenza» che, con grande sensibilità, ha personalmente letto.

Al terzo posto gli Studenti del Giornalino “La Fenice” dell’Istituto Giuseppe Mazzini di Vittoria (RG), con il video «Verità per Daouda». I due video premiati sono stati proiettati in sala riscuotendo lunghi e calorosi applausi dai presenti.

La classe prima classificata avrà l’opportunità di partecipare ad un laboratorio di scrittura giornalistica presso la Scuola di scrittura Itaca. Il secondo e il terzo classificato potranno svolgere un tirocinio gratuito presso il Megafono.org, organo di informazione online.

Salvo Tropea del Liceo Leonardo di Giarre (CT), legge il suo «Condanna all’innocenza»

Hanno infine ricevuto una menzione speciale lo studente Lorenzo Palagonia del Liceo Terenzio Mamiani di Palermo per «La mia Mafia»; la studentessa Lavinia Fucà del Liceo Empedocle di Agrigento per «Stefano Pompeo, una vita spezzata dall’ingiustizia»; classe I B IPSEOA del Pestalozzi di Catania per «Ecco il nostro quartiere: Librino»; gli studenti Sofia Lombardo e Alessandro D’Arpa del Liceo Benedetto Croce di Palermo per «L’eredità del coraggio»; lo studente Michele Candura dell’I.I.S. Alessandro Volta di Caltanissetta per «Ora tocca a noi»; la studentessa Elisa Serio dell’I.I.S. Luigi Failla Tedaldi di Castelbuono (PA) per «Una storia esemplare, come troppo poco spesso accade nella nostra terra»; la studentessa Chiara Odette Sgroi del Liceo Leonardo di Giarre (CT) per «L’ombra del consenso».

Numerosi i consensi e gli apprezzamenti di studenti e docenti che, sottolineando l’importanza educativa della proposta concorsuale e l’impegno entusiasta dei ragazzi nel realizzarla, hanno auspicato una sempre maggiore diffusione di eventi simili.

Concludendo la giornata, visibilmente soddisfatta, Francesca Andreozzi ha ricordato come l’iniziativa odierna si lega strettamente e a quella realizzata dieci anni or sono dall’allora Presidente Elena Fava e dal MIUR, e si è impegnata a proseguire sul cammino iniziato.

FGF & USR

DUE PREMIAZIONI

Il 10 maggio, a Catania, al Piccolo Teatro della Città, in via Ciccaglione 29, alle ore 10:30, premiazione del concorso giornalistico «apri la finestra sulla tua città e raccontaci dove vedi la mafia, l’illegalità e le ingiustizie» e del «Premio Giovanna Berenice Mori». A condurre l’evento la giornalista Luisa Santangelo.

Il «Premio storico artistico Giovanna Berenice Mori» è intitolato alla compianta storica dell’arte e al suo appassionato lavoro con il quale ha contribuito a far conoscere e ha permesso di interpretare l’opera pittorica di Giuseppe Fava. Alla fine della selezione dell’edizione 2023, la Commissione composta dalla Presidente della Fondazione Fava, un rappresentante della famiglia Fava e da due Professori dell’Accademia delle Belle arti di Catania, ha selezionato tre storici dell’arte che verranno premiati in questa occasione. Al vincitore verrà conferito un riconoscimento economico, messo a disposizione dalla Famiglia Mori di Padova.

Il Concorso Giornalistico «apri la finestra sulla tua città e raccontaci dove vedi la mafia, l’illegalità e le ingiustizie» è stato bandito all’inizio del 2024, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale nel 40° anniversario dell’uccisione mafiosa di Giuseppe Fava.

L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare i ragazzi alla conoscenza e all’approfondimento dei temi connessi alla legalità, al contrasto alle mafie e alle problematiche degli specifici contesti di appartenenza. Hanno partecipato licei e istituti scolastici provenienti da 8 province siciliane, che hanno prodotto elaborati in forma scritta o audiovisiva, incentrati su diverse tematiche relative al contrasto alle mafie e al racconto giornalistico delle realtà territoriali e dei loro diversi problemi. La commissione composta da rappresentanti dell’USR Sicilia, giornalisti e rappresentanti della Fondazione Fava ha selezionato tre vincitori, e conferito sette menzioni speciali per altrettanti elaborati.

Il primo classificato avrà l’opportunità di partecipare ad un laboratorio di scrittura giornalistica presso la Scuola di scrittura Itaca, gli altri due potranno svolgere un tirocinio gratuito presso il Megafono.org, organo di informazione online.

Tra le due premiazioni un intermezzo musicale con l’esibizione dell’orchestra “MUSICAINSIEMEALIBRINO”

EVENTO

copertina LA PASSIONE DEL COMPRENDERE

COMPRENDERE IL TEATRO DI GIUSEPPE FAVA

LA PASSIONE DEL COMPRENDERE (arte, politica e teatro di Giuseppe Fava), un importante volume di approfondimento, curato con grande passione da Pierlorenzo Randazzo, titolare di un Dottorato di ricerca in Musica e Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma,  su input della mentore Anna Sica.

Sei saggi di rilievo per comprendere l’ostracismo che subì Fava da parte della letteratura siciliana accreditata, sino alla definizione di essere solo un «rumoroso e fastidioso estraneo!». Ostracismo che, perdurando anche dopo l’assassinio, divenne quasi una seconda esecuzione postuma.

Per comprendere l’intenso rapporto che legò Fava drammaturgo al teatro Stabile di Catania, del quale fu l’autore ufficiale negli anni della direzione di Mario Giusti, con personaggi ideati e perfettamente ritagliati sulle caratteristiche recitative e anche fisiche degli attori dello Stabile catanese. Per comprendere Turi Ferro, indimenticato interprete di Fava, uno degli ultimi attori ad adottare il sistema declamatorio proprio della drammatica metodo italiano.

Per comprendere l’amletismo e l’acre colore delle parole dei testi faviani.

Per comprendere la «scena rivoluzionaria» di Fava che, liberato dai vincoli della cronaca, porta sulla scena il fulcro della sua analisi sociologica etica, politica e sociale affinché il lettore/spettatore divenga consapevole della condizione sociale, politica e morale in cui vive, e riceva gli strumenti per una rivoluzione delle coscienze.

Speranza che in Fava non venne mai meno!

EVENTO

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Centomila al Circo Massimo

Giovedì 21 marzo 2024, tra le vestigia romane del Circo Massimo, centomila persone hanno ascoltato i nomi, oltre mille, delle vittime innocenti delle mafie. Un nome, un minuto di assordante silenzio dedicato ad ogni ricordo.

Luigi Ciotti, nel suo intervento, ha ricordato il sacrificio di Don Peppe Diana del quale ricorrono i 30 anni dalla morte. Sulla sua tomba la frase evengelica “dal seme che muore nasce una messe nuova di giustizia e di pace”. Nel suo fare memoria Don Ciotti ha anche ricordato l’uccisione in Somalia di Ilaria Alpi e Mirian Hrovatin, due giornalisti al servizio della verità, eliminati per le inchieste che stavano svolgendo sul traffico delle armi. Quell’orrendo mercato che la modifica della legge 185 del 1990 vorrebbe rendere più facile. “Non è certo questa – ha detto – una priorità del nostro paese. Si facciamo in fretta altre cose, non questa che favorisce i mercanti di morte. Tacere in questi casi diventa una colpa, parlare un dovere e una responsabilità civile”.

Sull’immigrazione le sue parole sono state dense di senso di responsabilità, verso il Paese, le nuove generazioni. Il gridare, proprio delle persone libere da ogni compromesso, alle nostre coscienze per invitarle a riflettere e ad approfondire. “I migranti sono la coscienza sporca di un occidente che si volta dall’altra parte, rinnegando i suoi valori”.

E ancora, “Le mafie sono sempre più moderne. L’intelligenza artificiale può trasformarsi in intelligenza criminale e i conflitti in corso possono favorire le alleanze tra mafie diverse. Le modifiche normative sulle forme di controllo per la lotta alla corruzione aprono un nuovo scenario dove si amplia la soglia che esiste tra legale e illegale dove le mafie riescono ad inserirsi […] occorre una presa di coscienza collettiva sulla peste mafiosa e corruttiva, altrimenti non riusciremo a sconfiggere l’illegalità […] Non basta togliere la mala erba in superficie, ma è necessario estirpare il male alla radice attraverso la cultura e l’istruzione. L’ultima mafia è sempre la penultima perché loro si sanno rigenerare. Dobbiamo farlo anche noi”.

È necessario che i cittadini tornino a votare. Si deve tornare ad investire in politica e a liberarsi dall’indifferenza, perché le mafie godono anche di un sostegno passivo che è dato dall’indifferenza. I neutrali e coloro che delegano ad altri le responsabilità favoriscono di fatto le mafie.

Una responsabilità personale alla quale nessuno può sottrarsi, ricordando Giuseppe Fava nella Lezione sulla mafia agli Studenti liceali (dicembre 1983) … “tutto quello che vi accadrà nella vita dipenderà da come voi sarete capaci di stare con la mafia o di lottare contro la mafia”…, e Martin Luter King: “Può darsi che non siate responsabili per quello che accade, ma lo sarete per quello che non farete da qui in avanti”.

In giornate come questa, dedicate alla memoria e all’impegno, è importante che ciascuno di noi sia coinvolto in prima persona, in questo aiutati da Piero Calamandrei …“Ci illudiamo di essere qui riuniti a celebrare i morti, le vittime della mafia, a compiere un rituale, pure necessario, e non ci rendiamo conto che sono Loro a convocarci a cadenza fissa, chiamandoci a rendere conto di quanto abbiamo fatto e facciamo per onorare la loro memoria”

E l’impegno non deve limitarsi al giorno celebrativo, ma deve essere quotidiano. Non ci sono alternative all’impegno personale; bisogna liberarci dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze come ci indica la nostra costituzione; è il modo che la società civile e la politica hanno per sconfiggere le mafie e l’autonomia non può essere differenziata perché i diritti sono di tutti, dal lavoro, alla salute, all’istruzione, alla casa.

21 marzo, primo giorno di primavera, non è solo la giornata della memoria e dell’impegno nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ma anche la giornata mondiale contro il razzismo, della poesia, della salvaguardia dei boschi.

Nel 2024 è anche la vigilia del ricordo di un fine marzo del 1944 che portò alla liberazione di Roma dal nazifascismo. Un film “Roma città aperta” ricorda quel momento.

E ancora oggi il nostro è un paese da liberare e, oggi come ieri, sono valide le parole finali del film: Non dobbiamo avere paura né oggi né domani, perché noi lottiamo per una cosa che non può non venire e vedremo un mondo migliore…

FGFnews e Pierluigi Ermini (Libera Informazione 22 marzo 2024)

 

 

Per la Fondazione Fava al Circo Massimo erano presenti Francesca e Claudia Andreozzi e Michele Ricci