Luigi Lo Cascio legge Giuseppe Fava

L’evento “Luigi Lo Cascio legge Giuseppe Fava” organizzato dalla Fondazione Fava in occasione del 91° anniversario della nascita dell’intellettuale catanese ha registrato un grandissimo successo. La pur vasta corte Mariella Lo Giudice (noto ai più come cortile Platamone) del Palazzo della Cultura di Catania, era stracolma. Più di settecento partecipanti. Con una lettura schietta e toccante Luigi Lo Cascio ha fatto scoprire ai catanesi i testi meno noti di Giuseppe Fava, che attraverso una precisa scelta cronologica, ne hanno ripercorso tutte le più importanti fasi della vita, e della maturazione. Una prosa fortemente poetica, apprezzata da tutti, e soprattutto dai giovani (molto numerosi tra il pubblico) molti dei quali non erano ancora nati quando Fava fu assassinato dalla mafia.

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IL MELOGRANO DI ELENA

UN GIARDINO DELLE GIUSTE E DEI GIUSTI ANCHE AL LICEO GB VACCARINI DI CATANIA

 

Su iniziativa di alcuni studenti, sapientemente guidati dalla Prof. Arena, anche il Liceo GB Vaccarini di Catania ha creato all’interno dell’istituto spazi che ricordassero uomini e soprattutto donne che si sono particolarmente distinti nella Educazione alla Legalità.

Nell’area Toponomastica al Femminile, dallo scorso Marzo un gentile Melograno è stato dedicato a Elena Fava, Presidente della fondazione  sino alla data della sua scomparsa.

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il Giardino delle Giuste e dei Giusti

CATANIA – 19 Marzo 2016

Su iniziativa della Parrocchia Crocifisso dei Miracoli, alla presenza del Parroco Padre Gianni Notari, e dell’assessore comunale al verde di Catania Saro D’Agata, volontari della Parrocchia e di  Legambiente hanno posato nelle aiuole di piazza Horacio Maiorana (davanti all’ingresso della scuola Biscari) delle piantine dedicate alla memoria di due Giusti, vittime di mafia, Giuseppe Fava e Beppe Montana , ricordati da un’apposita targa.

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Ciao Presidente

Il 21 dicembre è morta Elena Fava, il nostro presidente.                       Dal 2002, anno di nascita della fondazione dedicata a suo padre, ha portato in tutta Italia il messaggio, ilELENA NUOVA 1 ricordo attivo e soprattutto la lezione umana di Giuseppe Fava .

Senza risparmio ha insegnato ai giovani la dignità del lavoro a “schiena dritta”, ripetendo sempre che “il concetto etico del giornalismo mio padre lo scrisse per il giornalismo, ma è valido per qualunque mestiere si faccia, perché lo devi avere sempre dentro di te questo spirito etico.”

Vorremmo ricordarla con le parole (tratte da un’intervista che le fece Massimiliano Perna nel dicembre 2013) “ A me non piace l’utilizzo del termine eroe per indicare questi personaggi che hanno lottato contro la mafia e sono stati uccisi, perché equivale a dire che erano diversi e che noi non potremo mai fare ciò che hanno fatto loro. Invece non è così. Sono tutte persone coerenti con il proprio lavoro, che amavano quel lavoro, che avevano la voglia della verità, il rigore morale ed etico dell’attività che svolgevano. Non erano eroi e non lo sono mai stati. Sostenere il contrario è solo una maniera per scrollare le spalle e girare lo sguardo dall’altro lato, un modo per dire noi non centriamo, noi non possiamo essere come loro.”

Di queste parole, da donna, da medico, ha fatto la sua regola di vita, dimostrando, con un rigore inaspettato perché coperto sempre da un sorriso luminoso, che la memoria non è un esercizio sterile ma può, anzi deve, essere sempre lo strumento per far crescere nei giovani, e anche nei meno giovani , una coscienza e un impegno civile.

Giornata della Memoria a Tremestieri Etneo

Libera, 20 anni di impegno e lotta per la legalità: iniziativa a Tremestieri Etneo

20 anni fa, 3 anni dopo le stragi dei giudici Falcone e Borsellino. Oggi è una realtà radicata nella società italiana. Anche nell’hinterland etneo, dove tra le pluralità di voci e gruppi che fanno parte di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), il presidio di Tremestieri Etneo, intitolato a “Giuseppe Fava”, ha organizzato una giornata dell’impegno e della memoria delle vittime di mafia coinvolgendo alcune scuole del territorio. Il tutto nella giornata odierna del 25 marzo 2015, una data simbolica che segna i 20 anni di nascita dell’associazione.

2015 TremestieriGrandi e più piccoli di età si sono riuniti insieme nella lotta per la legalità. Una battaglia culturale incentrata sulla memoria. Dario Montana, fratello di Beppe Montana, vittima della mafia, ha ricordato che la memoria delle vittime innocenti di mafia “deve innescare la genesi di una memoria collettiva, in grado di edificare in ognuno di noi un senso nuovo della storia da cui ripartire verso una strada fatta di legalità e giustizia”.

Maria Teresa Ciancio, vicepresidente della fondazione Giuseppe Fava, ha battuto il tasto sull’importanza della verità, come fonte per arrivare alla giustizia. Nel farlo ha ricordato i tanti depistaggi che per anni hanno colpito la figura di Giuseppe Fava prima che fosse definitivamente annoverata tra quelle delle vittime di mafia. “Molte delle opere di Giuseppe Fava oggi sono sconosciute” ha ricordato la Ciancio.

Bambini delle scuole e insegnanti tra i protagonisti, con la lettura degli oltre 900 nomi e vittime innocenti di tutte le mafie. Un passo commovente, che Domenico Adamo, referente del presidio Libera paesi etnei, intitolato a Giuseppe Fava, ha definito come il “più importante perché in grado di alimentare e innescare la memoria e l’impegno tra i più piccoli, creando in loro un senso profondo di legalità e giustizia”

 

31° ANNIVERSARIO: La mafia comanda (ancora) a Catania?

Catania, 5 Gennaio 2015 – Centro Culturale Zō

La mafia comanda (ancora) a Catania?

È l’interrogativo proposto dalla Fondazione Fava per il dibattito di quest’anno. Al Centro Culturale Zō, coordinati da Antonio Condorelli, hanno espresso il proprio punto di vista Rosi Bindi, Lirio Abbate, Claudio Fava e Sebastiano Ardita.

Un titolo provocatorio, naturalmente.

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